Pubblicato il Rapporto ISPRA sullo stato di attuazione delle Direttive Habitat, Uccelli e Specie invasive in Italia

Le Direttive Habitat e Uccelli svolgono un ruolo chiave nella tutela del patrimonio naturalistico dell’Unione Europea, proteggendo complessivamente più di 2.000 specie ed habitat di interesse comunitario, di cui oltre il 30% vivono in Italia. Alle due direttive si è aggiunto il Regolamento UE 1143/2014 sulle specie esotiche invasive (IAS Regulation), che impone azioni di prevenzione e contrasto degli impatti sulla biodiversità causati dalla minaccia delle specie aliene su scala di rilevanza unionale. Questi strumenti comunitari richiedono rilevanti impegni non solo in termini di azioni di tutela e conservazione, ma anche di raccolta e analisi dei dati, in quanto, tutti i Paesi membri dell’UE devono trasmettere ogni 6 anni (agli organi comunitari competenti) una relazione circa lo stato delle specie e degli habitat e gli sforzi attuati per assicurarne la tutela.
Nel Rapporto dell’ISPRA “Sintesi dello stato di conservazione delle specie e degli habitat di interesse comunitario e delle azioni di contrasto alle specie esotiche di rilevanza unionale in Italia”, pubblicato lo scorso mese di luglio, per la prima volta vengono presentati in un unico volume i risultati delle rendicontazioni che l’Italia ha trasmesso alla Commissione Europea nel 2019, in riscontro a questi tre importanti strumenti legislativi. 
Il Rapporto evidenzia una situazione critica per le specie e gli habitat che popolano il nostro Paese: sono in stato di conservazione sfavorevole il 54% della flora e il 53% della fauna terrestre, il 22% delle specie marine e l’89% degli habitat terrestri, mentre gli habitat marini mostrano uno status favorevole nel 63% dei casi e sconosciuto nel restante 37%. 
L’Italia è tra i Paesi europei con maggior ricchezza di specie ed habitat e con i più alti tassi di specie endemiche del proprio territorio. Nello specifico, i dati presentati nel Rapporto riguardano: 336 specie di uccelli, 349 specie animali e vegetali e 132 habitat presenti nel nostro territorio e nei nostri mari, oltre che 31 specie esotiche invasive. Ricchezza di specie e habitat sono accompagnati in Italia da elevata densità di popolazione, forte pressione antropica e inarrestabile consumo di suolo. 
In ambito terrestre, il Rapporto individua l’agricoltura come principale causa di deterioramento per specie ed habitat, seguita dallo sviluppo di infrastrutture e dall’urbanizzazione. Invece, in ambito marino, il Rapporto mostra che le attività di prelievo e le catture accidentali rappresentano le maggiori fonti di pressione sulle specie di interesse comunitario, accompagnate dall’inquinamento, dai trasporti marittimi e dalla costruzione di infrastrutture, che insistono anche sulla maggioranza degli habitat marini, insieme alle attività con attrezzi da pesca che interagiscono fisicamente con i fondali. 
I risultati fanno emergere l’urgente necessità di un maggiore impegno nella conservazione e gestione di specie e habitat in Italia, anche in riferimento agli obiettivi della nuova Strategia Europea sulla Biodiversità per il 2030. È inoltre indispensabile rafforzare gli sforzi di monitoraggio, in quanto le norme comunitarie impongono un salto di qualità rispetto ai dati che dovranno essere trasmessi nei prossimi anni.
 

Rapporto ISPRA