Presentazione del rapporto rifiuti speciali ISPRA

Venerdì 11 giugno è stato presentato il Rapporto Rifiuti Speciali dell’Ispra, giunto alla sua 20° edizione, predisposto dal Centro nazionale dei rifiuti e dell’economia circolare di Ispra, in collaborazione con le agenzie del Sistema nazionale di protezione ambientale. 
Con 10,5 milioni di tonnellate in più prodotte nel 2019, in linea con la crescita del Pil, la produzione di rifiuti speciali in Italia si attesta sui 154 milioni di tonnellate, con un incremento del 7.3% rispetto all’anno precedente. Il 45,5% è costituito dai rifiuti provenienti dal settore delle costruzioni e demolizioni (oltre 70 milioni di tonnellate).
Un dato di particolare interesse è che l’incremento registrato è quasi del tutto imputabile ai rifiuti non pericolosi che aumentano, infatti, di quasi 10,4 milioni di tonnellate, mentre quelli pericolosi di sole 110 mila tonnellate (+1,1%). Il dato sulla sostanziale stabilità nella produzione di rifiuti speciali pericolosi è incoraggiante perché attesta la realizzazione di misure di prevenzione della produzione di rifiuti. 


Il maggior contributo alla produzione totale dei rifiuti speciali è dato, come detto, dal settore delle costruzioni e demolizioni che, con oltre 70 milioni di tonnellate, concorre al 45,5% del totale prodotto a fronte però di una percentuale di recupero che supera il 78%, attestandosi sopra l’obiettivo europeo (70% entro il 2020.). Un altro contributo consistente alla produzione di rifiuti speciali è dato dalle attività di trattamento dei rifiuti e di risanamento ambientale che contribuiscono per il 25,1% (38,6 milioni di tonnellate). 

Fig. 1.1 Ripartizione produzione totale rifiuti speciali

All’evento ha partecipato anche il Capo Dipartimento per la Transizione Ecologica e gli Investimenti verdi del MiTE, ing. Laura D’aprile che, tra le altre cose, ha approfondito il tema delle riforme a supporto dell’attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza tra cui si segnalano il Programma nazionale di gestione dei rifiuti e la Strategia nazionale per l’economia circolare.  

immagine rifiuti