Presentato il Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia

Copertina Capitale Lo scorso 22 maggio, in occasione della Giornata Mondiale per la Biodiversità, il Ministero della Transizione Ecologica ha presentato il Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale, predisposto dal Comitato Capitale Naturale.
Il Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale, ha il compito di fornire un bilancio sullo stato di salute dei nostri sistemi naturali e una quantificazione biofisica ed economica dei beni e servizi forniti dall’ambiente. Il Rapporto deve, inoltre, dare indicazioni concrete su come integrare queste considerazioni all’interno delle politiche nazionali, affinché il Capitale Naturale, da cui dipendiamo, sia preservato e, dove necessario, ripristinato.
Il presente Rapporto viene elaborato in un momento cruciale a livello europeo ed italiano per le politiche e le strategie inerenti alla biodiversità, poiché il 2020 costituisce un anno emblematico di verifica per diverse iniziative inerenti il tema. 
La necessità di preservare la biodiversità, quale componente essenziale del Capitale Naturale, sta infatti diventando sempre più pressante e, negli ultimi anni, le politiche ambientali dell'UE e le strategie per la tutela della biodiversità si sono sempre più orientate verso una prospettiva sistemica, facendo così riferimento esplicito al Capitale Naturale. 
In sintesi, i principali dati evidenziati nel Rapporto:

  • Su 85 tipologie di ecosistemi italiani censiti, ben 29 risultano ad alto rischio, e sono per lo più quelli legati agli ambienti umidi, quelli di alta quota, della fascia costiera e delle pianure interessate da agricoltura e zootecnia intensiva.
  • L’Italia possiede un ricco patrimonio forestale che copre il 40% della superficie nazionale (12 milioni di ettari) ed è tra i Paesi più ricchi di biodiversità tra quelli europei. Tuttavia, molte foreste risultano in uno stato ecologico non ottimale in quanto minacciate da incendi e tempeste.
  • Le foreste italiane immagazzinano un totale di 4,5 miliardi di tonnellate di C02 e ogni anno ne fissano 46,2 milioni di tonnellate. 
  • Il 63% delle specie di uccelli nidificanti in Italia risulta in uno stato di conservazione cattivo o inadeguato, e più di un quarto delle specie di uccelli valutate dalla recente Lista Rossa nazionale risulta a rischio di estinzione.
  • Gli ecosistemi marini e costieri sono minacciati dall'impermeabilizzazione del suolo, dal turismo non sostenibile, dall'inquinamento da plastica e dal depauperamento delle risorse ittiche. 

Il Rapporto evidenzia, inoltre, che nel periodo 2012-2018 l’entità di molti servizi ecosistemici e il conseguente valore economico sono diminuiti. In particolare sottolinea: le perdite economiche (fino a 146 milioni di €) ascrivibili all'aumento dell'erosione del suolo; la riduzione di 72 milioni di metri cubi di risorsa idrica disponibile nelle falde acquifere; la perdita di quasi 2,5 milioni di tonnellate di carbonio immagazzinato nella vegetazione e nel suolo a causa di cambiamenti nell’uso del suolo, con una conseguente perdita di benefici economici.

Per ulteriori informazioni sul Quarto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia è possibile consultare anche la sua pubblicazione divulgativa dal titolo: “Capitale Naturale: la nostra eredità”. 

Immagine natura