Il Clima che Cambia: dal meeting di Mettiamoci in RIGA 18 progetti per risposte sul territorio

Proprio a pochi giorni dalla Pre-Cop e dalla Youth4Climate di Milano, il Ministero della Transizione Ecologica si confronta con Regioni e Province Autonome sulle buone pratiche per attrezzare il territorio di fronte alla sfida dei cambiamenti climatici. L’evento, “Il Clima che Cambia”, è stato organizzato mercoledì 22 settembre nell’ambito della linea LQS di “Mettiamoci in RIGA”, il progetto a valere sul PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020 che si propone di rafforzare la governance multilivello in campo ambientale.  
  
Il dibattito che si è sviluppato in sede plenaria ha riguardato il tema dell’adattamento: “un processo culturale”, lo ha definito il dirigente della Regione Sardegna Gianluca Cocco, guardando a iniziative come LIFE MASTER ADAPT (esposto da Giovanni Satta della Regione Sardegna) e LIFE Veneto ADAPT (illustrato da Daniela Luise del Comune di Padova), che hanno creato network territoriali e coinvolto i portatori d’interesse sulle politiche pubbliche da adottare. Come ha ricordato la Responsabile della linea L5 del Progetto CReIAMO PA Fabiana Baffo (MiTE), sulla Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici e il relativo Piano è in atto un confronto continuo con i livelli amministrativi, per calare le azioni sul territorio. L’obiettivo a livello locale – ha spiegato la referente ANCI Stefania Manca – è “stimolare una governance partecipata ed evitare che i Comuni vadano per la loro strada o restino indietro”.   
  
Con il supporto delle unità tecniche specialistiche Sogesid LQS – Mettiamoci in RIGA e le presentazioni dei referenti dei progetti, sono state proposte complessivamente diciotto esperienze di successo già realizzate in Italia o ancora in corso, spesso con importanti partner europei e internazionali, attraverso i più noti programmi di finanziamento comunitario in campo ambientale, quali LIFE e Horizon2020. Quattro i tavoli di lavoro, che hanno affrontato la gestione dei rischi climatici, del suolo e dei sistemi agricoli, delle foreste e le “nature based solutions” partendo dalle esperienze progettuali che hanno sviluppato azioni, strumenti e nuovi modelli di governance nelle realtà locali impegnate sui mutamenti del clima.  
  
Sulle strategie di gestione dei rischi, sono state evidenziate le potenzialità delle informazioni e dei servizi climatici (H2020 CLARA), interventi dimostrativi e di coinvolgimento delle comunità (LIFE FRANCA e LIFE BEWARE), azioni per migliorare la resilienza del settore industriale (LIFE IRIS). I problemi della desertificazione e della degradazione del suolo, con la necessità di accrescere un’agricoltura e una zootecnia resiliente sono stati invece i temi al centro del secondo tavolo, con i progetti LIFE DESERT ADAPT, GREAT LIFE, LIFE FORAGE4CLIMATE e LIFE AGRICOLTURE. Dalle foreste e dalla loro gestione virtuosa può arrivare un contributo alla protezione del clima, come è stato spiegato in un tavolo dedicato a quattro progetti LIFE: AFORCLIMATE, FORESMIT, RESILFORMED e FRESH LIFE. Guardare ai benefici multipli delle soluzioni basate sulla natura, con la creazione di laboratori e cielo aperto, piattaforme di supporto alla gestione e ai processi decisionali, come a migliorare le misure di adattamento in grandi realtà come Milano è stato invece il ragionamento del tavolo sulle “Nature Based Solution”, che ha approfondito le pratiche di H2020 OPERANDUM e H2020 Nature4Cities, LIFE URBANGREEN e LIFE METRO ADAPT.   
  
Un percorso condiviso, che parte dai seminari per conoscere le buone pratiche, passa per le visite di studio e i platform meeting, fino a giungere al piano operativo di replicazione delle esperienze: con questa strategia la linea LQS di “Mettiamoci in RIGA” promuove, come ha ricordato la Responsabile di linea Elisabetta Todisco (MiTE) le oltre 150 pratiche presenti nel contenitore dinamico della “Piattaforma delle Conoscenze”. “Un lavoro che fin qui – ha sottolineato la referente – ha già portato la firma di tre protocolli con Toscana, Lazio e Liguria, la consegna di un piano operativo di replicazione alla Regione Toscana e potrà essere di ispirazione per la futura programmazione”. 
 

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