Energia

I consumi energetici crescenti impongono una strategia basata su due linee di intervento. Da un lato, il risparmio attraverso l'efficientamento energetico e il recupero di calore. Dall'altro, il ricorso a tecnologie innovative che producono energia pulita e rinnovabile.

Al giorno d'oggi, il benessere delle persone, la competitività industriale ed il funzionamento della società in termini generali dipendono strettamente dalla disponibilità di risorse energetiche sicure ed economicamente accessibili. D'altra parte, la produzione di energia è stata storicamente basata in larga misura sul consumo di risorse fossili, generando crescenti preoccupazioni riguardo al loro rapido esaurimento ed alle crescenti emissioni di gas ad effetto serra (CO2 in particolare). Al fine di far fronte alle problematiche individuate è indispensabile un approccio integrato che agisca sia sulla riduzione/ottimizzazione dei consumi (ad es. mediante pratiche efficientamento energetico) sia sulla diffusione di processi di produzione di energia alternativi, basati sullo sfruttamento di risorse rinnovabili, che siano più sostenibili da un punto di vista ambientale. Nel corso degli ultimi anni, sono stati sviluppati diversi strumenti virtuosi volti alla sostenibilità energetica, che includono la definizione di interventi e politiche a livello locale, nazionale ed internazionale e lo sviluppo di tecnologie innovative. La conoscenza e la diffusione di tali strumenti può dare un contributo fondamentale alle strategie volte a garantire la fornitura e l'utilizzo dell'energia in maniera sicura, efficiente e sostenibile. 

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Il settore energetico è di strategica importanza per l’Unione europea (UE), in quanto il tenore di vita dei suoi cittadini ed i processi produttivi alla base della sua economia dipendono da considerevoli consumi di energia, la cui produzione causa, d’altra parte, rilevanti impatti ambientali. Secondo i dati della Commissione europea (CE) (COM(2015) 80 final), l’UE è il primo importatore di energia al mondo, con una quota importata pari al 53% di quella consumata internamente ad un costo di circa 400 miliardi di EUR all'anno. Per il soddisfacimento dei propri fabbisogni, molti Stati dell’UE dipendono dalle importazioni di energia da un limitato numero di Stati non membri, il che li rende vulnerabili a perturbazioni nelle forniture.

Al fine di gestire le problematiche legate all’energia, l’UE ha sviluppato nel corso dell’ultimo decennio importanti politiche volte a garantire un’energia sicura, sostenibile ed a prezzi accessibili.

 

L’evoluzione normativa europea

La normativa e le indicazioni comunitarie in materia di energia, si sono susseguite, negli ultimi anni, a ritmi serrati. Un importante passo nella definizione di un piano d’azione per il clima e l’energia in UE è stata la proposta da parte della CE, nel 2007, di un pacchetto integrato di misure che istituisce la Politica energetica europea (COM(2007) 1 def.) fondata su sostenibilità, competitività e sicurezza di approvvigionamento. Le dichiarazioni di intenti comunitarie sono state appoggiate dai capi di stato e di governo dell'Unione che  hanno ufficialmente lanciato il “Pacchetto per il clima e l'energia 2020” stabilendo per l’UE tre ambiziosi obiettivi da raggiungere entro il 2020:

  • ridurre i gas ad effetto serra del 20% (o del 30% in caso di accordo internazionale);
  • diminuire i consumi energetici del 20% aumentando l'efficienza energetica;
  • soddisfare il 20% del fabbisogno energetico europeo con le energie rinnovabili.

Il Pacchetto, primo di una lunga serie di provvedimenti per la governance del settore, è entrato in vigore nel giugno 2009 e sarà valido dal gennaio 2013 fino al 2020. Esso ha istituito sei strumenti legislativi europei volti a tradurre in pratica gli obiettivi al 2020, intervenendo su: promozione dell’uso dell’energia rinnovabile, perfezionamento del sistema comunitario per lo scambio di quote di emissione di  gas serra (ETS), qualità dei carburanti, cattura e stoccaggio della CO2, emissioni di CO2 delle auto e ripartizione degli obiettivi di riduzione delle emissioni.

Gli obiettivi energetici dell’UE sono stati integrati nella Strategia Europa 2020 e, successivamente, nella sua iniziativa faro “Un'Europa efficiente sotto il profilo delle risorse” (COM(2011) 21 def.).

L’impegno e la riflessione dell’UE in materia di Energia sono proseguite con la Tabella di marcia per l’energia 2050 (COM(2011) 885 def.), finalizzata alla transizione verso un sistema energetico compatibile con i target di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra e con il contestuale aumento della competitività e della sicurezza degli approvvigionamenti.

Sulla base del pacchetto per l’energia ed il clima del 2020, nel Novembre 2014 è stato delineato dai leader europei il Quadro per le politiche dell'energia e del clima dell'UE per il periodo dal 2020 al 2030 (COM(2014) 015 def.). I nuovi obiettivi di riduzione degli inquinanti atmosferici prevedono:

  • riduzione del 40% delle emissioni di gas ad effetto serra rispetto ai livelli del 1990;
  • almeno una quota del 27% di consumo di energia da fonti rinnovabile;
  • miglioramento dell’efficienza energetica di almeno il 27%.

Il quadro è stato adottato in coerenza con la prospettiva a lungo termine delineata nella Tabella di marcia per passare a un'economia competitiva a basse emissioni di carbonio entro il 2050 e con la Tabella di marcia per l’energia 2050.

Un ulteriore obiettivo dell’UE è quello di incrementare la sicurezza energetica, riducendo la dipendenza dalle importazioni creando un mercato energetico integrato, efficiente ed a basse emissioni di carbonio. A tal fine, nel Febbraio 2015, è stata lanciata una nuova strategia per un’Unione energetica europea (COM(2015) 80 def.) allo scopo di garantire ai consumatori un’energia sicura, sostenibile, competitiva ed accessibile.

Al fine di stimolare ulteriormente la transizione verso un sistema energetico più sostenibile, nel Novembre 2016 la CE ha pubblicato il Pacchetto di proposte denominato “Energia pulita per tutti gli europei” (COM(2016) 860 def.). Tale Pacchetto ha portato, nel corso del 2018, all’adozione di nuove direttive in materia di energia tra le quali trovano particolare rilevanza, nell’ambito della definizione di target relativi alla sostenibilità energetica da raggiungersi entro il 2030:

  • la direttiva per la promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili (Direttiva (UE) 2018/2001), la quale fissa l’obiettivo di portare al 32% la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia dell’UE;
  • la direttiva sull’efficienza energetica (Direttiva (UE) 2018/2002), che prevede il miglioramento dell’efficienza energetica dell’UE del 32,5%, espressi in consumo di energia primaria e/o finale.

In questo contesto nel 2008 in Europa, su input della Commissione Europea  nasce l’iniziativa de “Il Patto dei Sindaci” che punta a riunire amministrazioni locali che su base volontaria si impegnino a raggiungere e superare gli obiettivi comunitari su clima ed energia.

Le città aderenti a tale iniziativa si impegnano a sostenere l'attuazione dell'obiettivo comunitario di riduzione del 40% dei gas a effetto serra entro il 2030, e ad adottare un approccio comune per affrontare la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici, dato che l’80% dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 è associato proprio ai centri urbani.

Al fine di tradurre il loro impegno politico in azioni che abbiano risultati pratici, i Firmatari del Patto s'impegnano a presentare, entro due anni dalla data di adesione, un Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) che indichi le azioni chiave che intendono intraprendere, che parta da un Inventario di Base delle Emissioni per monitorare le azioni di mitigazione e la Valutazione di Vulnerabilità e Rischi Climatici.

La politica energetica italiana

La Strategia Energetica Nazionale (SEN), approvata con Decreto interministeriale del 10 Novembre 2017 è un documento di programmazione ed indirizzo della politica energetica italiana e fissa gli obiettivi al 2030 in linea con il Piano dell’Unione dell’Energia ed in particolare:

  • migliorare la competitività del Paese, continuando a ridurre il gap di prezzo e di costo dell’energia rispetto all’Europa;
  • raggiungere e superare in modo sostenibile gli obiettivi ambientali e di decarbonizzazione al 2030 definiti a livello europeo, in linea con i futuri traguardi stabiliti nella COP21;
  • continuare a migliorare la sicurezza di approvvigionamento e la flessibilità dei sistemi e delle infrastrutture energetiche.

La crescita sostenibile è supportata, all’interno della strategia, da una serie di azioni strategiche quali l’ulteriore promozione delle tecnologie rinnovabili, la definizione di obiettivi di efficienza energetica, la de-carbonizzazione del sistema energetico e l’incremento delle risorse per ricerca e sviluppo tecnologico in ambito clean energy.

La SEN non è considerata un punto di arrivo, ma costituisce la base programmatica e politica per la preparazione del Piano Nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC). Infatti, il Regolamento UE n. 2018/1999 sulla governance dell'Unione dell'energia prevedeva che gli Stati membri notificassero alla CE, entro il 31 dicembre 2019, e successivamente ogni dieci anni, quindi entro il 1°gennaio 2029, un Piano nazionale integrato per l'energia e il clima.

Il 21 gennaio 2020 è stato pubblicato il testo del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), predisposto congiuntamente dai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell'Ambiente e delle Infrastrutture e Trasporti.

IL PNIEC è lo strumento con il quale, ogni Stato, coerentemente con le regole europee, definisce gli obiettivi nazionali da raggiungere al 2030, in tema di decarbonizzazione, efficienza, sicurezza energetica, mercato interno dell’energia, ricerca, innovazione e competitività, definendo per ciascuno di essi le azioni che saranno attuate per assicurarne il raggiungimento.

La finalità del Piano è definire un percorso per il raggiungimento della “neutralità climatica” entro il 2050, che sia sostenibile anche in termini sociali ed economici.

Tra i principali obiettivi su energia e clima dell’Italia al 2030 troviamo:

Energie rinnovabili (FER):

  • Quota di energia coperta da FER nei consumi di Finali Lordi pari al 30%
  • Quota di energia coperta da FER nei consumi di Finali Lordi nei trasporti pari al 22%
  • Incremento della Quota di energia coperta da FER nei consumi di Finali Lordi per riscaldamento e raffrescamento pari +1,3% annuo

Efficienza energetica:

  • Riduzione dei consumi di energia primaria del 43%
  • Risparmi nei consumi finali tramite regimi obbligatori efficienza energetica pari a -0,8% annuo

Emissioni gas serra:

  • Riduzione dei GHG (gas ad effetto serra) vs 2005 per tutti i settori non ETS (non rientranti nel Sistema per lo scambio delle quote di emissione) pari al 33%.

Inter connettività elettrica

  • Livello di interconnettività elettrica: 10%
Il trend delle fonti rinnovabili

Le fonti energetiche rinnovabili (FER) sono la principale tecnologia per la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. Un ruolo centrale nella  promozione ed incentivazione delle FER in Italia è ricoperto dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) S.p.a., società per azioni controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, che si occupa, tra l’altro, di ritirare e collocare sul mercato elettrico l’energia prodotta dagli impianti incentivati e certifica la loro provenienza da fonti rinnovabili.

Secondo il Rapporto statistico 2018 del GSE relativo all’energia da fonti rinnovabili in Italia, i consumi finali lordi complessivi di energia del Paese sono pari a 121,5 Mtep (-1,8% rispetto al 2017); nel 2018, la quota coperta da FER si attesta al 17,8%, un valore superiore al target assegnato all’Italia dalla Direttiva 2009/28/CE per il 2020 (17,0%) ma in flessione rispetto al dato 2017 (18,3%).

Prendendo in considerazione i dati relativi all’anno 2018 per i diversi settori, il Rapporto evidenzia che:

  • il 39,5% della produzione lorda complessiva di energia elettrica in Italia è generato da impianti alimentati da FER (+10% rispetto ai valori del 2017);
  • nel 2018 il 19,2% dei consumi energetici nel settore del riscaldamento proviene da FER; le principali fonti rinnovabili risultano essere la biomassa solida e le pompe di calore.

Nel settore dei trasporti, per quanto attiene l’utilizzo di biocarburanti , applicando i criteri di calcolo previsti dalla Direttiva 2009/28/CE e dalla direttiva ILUC, risulta un incremento del 17,9% rispetto al 2017.%.

Per quanto attiene l’utilizzo di biocarburanti e di energia elettrica nei trasporti, il dato per l’Italia risulta pari a 7,7%%, in significativo aumento rispetto al 6,5% osservato nel 2017.

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